Gli Amici del Gelato Artigianale
Home       Contatti
 
Dal mondo del gelatoLa pasticceria
Personaggi e localiLa storia del gelato
Le ricetteLa consulenza
News ed eventiSpeciale fiere e dintorni
Argomenti portale Gli Amici del Gelato Artigianale.info
Cerca:
Cerca nel: titolo testo
Argomento
Cerca articolo
 
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti alla newsletter Gli Amici del Gelato Artigianale.info
 
 
 
 
 
informazione pubblicitaria
 
Argomento: personaggi e locali - Articolo inserito il 15-05-2011
 
 
Da Padre in Figlio un problema in azienda
 

I pionieri del made in Italy hanno fatto cose straordinarie partendo da zero, ma spesso sono rimasti indietro nei servizi ai clienti, sono stati lontani dalla ricerca, la finanza non l'hanno mai capita, tanto meno amata. La meccatronica magari l'hanno digerita perché in linea con le esigenze produttive, il web 2.0, invece, è rimasto estraneo, i computer sono dedicati alle buste paga e poco altro.

Hanno passato più tempo in officina che in famiglia, un trauma lasciare, vedere cambiamenti, affari che non capiscono, mercati che non conoscono. L'imprenditore non sa cosa fare fuori dal fare quotidiano. Un trauma per l'azienda, che spesso cade nelle mani di familiari che non hanno la stoffa per sostituire la prima, o seconda, generazione. O non hanno fatto percorsi formativi all'interno o esperienze in altri settori o altri gruppi.

Risultato: un quarto delle aziende con un fatturato superiore ai 10 milioni è gestito da ultrasessantacinquenni, il che non sempre è un bene. Anche se l'esperienza ha i suoi vantaggi: uno studio Infocamere ha evidenziato come la crisi abbia falcidiato le piccole e microimprese guidate da under 30 - sono calate di quasi il 35% nel 2008 - mentre sono aumentate quelle con imprenditori ultracinquantenni.
 

Cambiare, però, serve. Anche se è difficile. Secondo gli esperti un passaggio generazionale su due è gestito con difficoltà. «È naturale - spiegano al Cuoa, la business school del Nord Est partecipata dalle associazioni industriali del territorio - che un imprenditore di successo abbia problemi a delegare quella che vive come sua creatura. Il problema si può superare mettendolo nelle condizioni di capire che le nuove generazioni sono in grado di prendere il comando. È un processo lungo, perché si deve programmare un inserimento che preveda responsabilità di aree di business o di specifici mercati, per poi salire a ruoli sempre più rilevanti».

Secondo Nicola Giavesin, consulente che ha gestito numerosi passaggi generazionali, «il momento della successione deve rappresentare l'occasione per un salto di qualità. Migliorare l'organizzazione, puntare su nuovi prodotti, scoprire nuovi mercati, ma soprattutto inserire un efficace meccanismo di controllo di gestione, che rappresenta l'unico modo di misurare concretamente le performance dei nuovi ingressi. Performance che legittimano i neoamministratori nei confronti delle generazioni precedenti e, anche, nei confronti dei dipendenti, che capiscono di non essere finiti nelle mani di imprenditori per discendenza genealogica».
 

Non esiste una via italiana alla successione e i casi raccontati in pagina evidenziano come ogni impresa si sia ritagliata soluzioni quasi su misura, chi puntando su tutor esterni, chi su patti di famiglia, chi su consulenti o l'inserimento di manager esterni. L'unico fil ruoge che accompagna i casi di successo è che l'inserimento dei discendenti è sempre accompagnato da un percorso di programmazione - qualcuno l'ha definito "università aziendale" - che li ha portati a fare esperienze in reparti produttivi e commerciali. E che è fondamentale capire la differenza tra soci azionisti e gestori di impresa. Perché azionisti possono anche essere i figli incapaci o con altri interessi, gestori possono esserlo solo i bravi che sono arrivati al termine di un processo di selezione. Sempre che i genitori abbiano il coraggio e la capacità di lasciare il posto, altrimenti succedono drammi veri e propri: in un'azienda veneta, 40 milioni di fatturato, il fondatore ha costretto il figlio maggiore a lasciare l'azienda, piegandolo a un patto di non concorrenza, mentre ora sta cacciando il minore, azienda e famiglia distrutte per interesse. Lasciare il posto di comando non è facile, anche da vecchi.

 

 

 

 

 

 

Fonte: ringraziamo la testata www.ilsole24ore.it  Un grande giornale.

 
Personaggi e locali
 
Condividi
Ultimi 5 articoli inseriti
La consulenzaIn consumi aumentano... Per alcuni si per altri....News ed eventiICE TO MEET YOUDal mondo del gelatoGuido Zandona e Antonio Mezzalira i protagonisti al Sherbeth FestivalDal mondo del gelatoUn grande ritorno.....News ed eventiSherbet Festival edizione 2017
 
Ultimi 5 articoli dell'argomento
personaggi e locali
A caccia di nuovi progettiIl 30 al via il museo del cioccolatoA Torino parte la StraGelatoDa Padre in Figlio un problema in aziendaUn nuovo locale a Milano si chiama Bottegas
 
 
   
 
Gli Amici del Gelato Artigianale.info - Gli amici del gelato artigianale di Salvi - Via Piave, 33 - 17047 Vado Ligure (SV) P.iva 00969020099
Questo sito è un prodotto editoriale aggiornato in modo non periodico, pertanto non è soggetto agli obblighi di registrazione di cui all'art. 5 della L. 47/1948