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Argomento: la storia del gelato - Articolo inserito il 08-01-2012
 
 
Il segreto del gelato Artigianale
 

Un Grande articolo firmato De Luca.

GRAZIE ALLA SUPERFICIALITA’; INTELLETTUALE E LA VANITA’; DEL
SETTORE MOLTE AZIENDE DI PRODOTTI SEMILAVORATI SI SONO ARRICCHITI SENZA FARSI MOLTI SCRUPOLI ED A DISCAPITO DELLA QUALITA’ NON SOLO LAVORATIVA, SOPRATUTTO DEGRADANDO UN PRODOTTO POVERO E NOBILE ALLO STESSO TEMPO.

Gia negli anni 50 -60 il gelato aveva cominciato a farsi strada e
piacere ai piu economicamente stabili. Il gelato stava diventando un
piccolo bene di lusso e cosi gli ambulanti cominciarono ad allargarsi nel senso produttivo e, dalle piccolerudimentali macchinari sono passati alle nuove Cattabriga e Carpigiani. Il prodotto primario adoperato per la produzione e per la stabilita’ si usava;
l’emulsionante e per la cremosita’; erano le uova ed il latte nel gelato. Mentre i bianchi (gli albumi) venivano, non sempre, montati per essere aggiunti ai sorbetti. Quando i sorbetti venivano fatti con la frutta fresca. Ingredienti semplici e senza molte elaborazioni chimiche o scientifiche. Man mano che il settore cominciava ad essere preso in considerazione anche dai meno fortunati, cioe’; quelli che di reddito
ne avevano pochissimo e quel poco di soldi che avevano servivano solo per
sfamare la famiglia, cominciava , in qualche maniera a farsi qualche
regalino; (ghiottoneria) domenicale comprandosi un gelato da passeggio e se questo era un padre di famiglia che voleva accontentare anche i figli portati a passeggio come ;svago settimanale allora trovava anche un compromesso col gelatiere del quartiere offrendosi di spingere il carrettino

 del gelato sulla prossima salita. E cosi’ L’affare era fatto: io ti do una spinta per la salita e tu mi dai 4 gelati per la famiglia. Tutti contenti. Poche cose molta sincerità pochi bisogni tanta gioia.. Questo fenomeno, il gelato di massa cominciò  a diffondersi subito dopo gli anni 60 e cosi alcune aziende, gia esistenti sul mercato cominciarono a fare cassetta. Il gelato, da povero e semplice prodotto, comincia piano piano a diventare un bene di consumo. Ma cio  nonostante nel Sud Italia i gelatieri non compromettono la loro semplice qualità con l’avvento dei semilavorati che gli venivano offerti... non solo a loro ma in lungo ed in largo su tutto il territori0 nazionale. Neglia anni 70 nascono altre aziende o si trasformano per una produzione di prodotti pronti all’uso offrendoli come se fosse la mela di Eva al povero Adamo. Naturalmente, la maggior parte degli Adamo  si addolciscono la bocca con la mela del peccato  e cosi da gelatiere artigiano molti si trasformano in imprenditori del nulla. Perchè affermo questo....perchè le aziende stesse indicano ai nuovi gelatieri; o figli dei semilavorati come fare tanti soldi. La cosa che però la nuova generazione (parlo degli anni80) di nuovi gelatieri non si e mai chiesta e, che forse a tutt’oggi, e che; più il gelatiere vende gelato ed e contento, ancor di più; lo e; quell’azienda che gli fornisce i prodotti. E si! Perchè più; tu incassi piu lui (l’azienda di semilavorati) ti da quello che vuole. Ecco perchè quello schiaffo alla povertà quando si va a visitare le fiere settoriali, trovando stand sempre più grandi da americanate Holliwodiane . Mi viene in mente la conzoncina della Casetta in Canada che da una piccola casetta  voleva costruirci sopra per farne un grattacielo...e a desso il grattacelo non ce più. Come non ci saranno più; i centri commerciali  e quelle aziende che credono di illudere il prossimo con la loro mediocrità. Le aziende hanno saputo manovrare i sentimenti di questi figli dei semilavorati. Creando cosi i figli dei figli come dei cibernetici e illudendoli col fargli credere di essere degli esperti nelle bilanciature; dei prodotti (gia confezionati) con le giuste % di grassi di solidi, liquidi e zuccheri. Questa avidità (per molti chiamata progresso), ha trasformato il gelato, non solo prodotto da baracchino ma allo stesso tempo da studio... quasi da Laurea. Da prodotto (semplice) a quasi gioiello per pochi come si vede in molte gelaterie. Ormai non si produce più gelato, basta comporre il prefabbricato e il gioco e fatto... il mio gioiello da esperre fatto dalla mia maestria.

Falso! Non si puo’ soddisfare il palato del cliente se non prima si soddisfa se stessi e la propria coscenza, solo cosi si potra soddisfare l’anima del cliente. Come si può pensare di soddifare un cliente quando già in partenza non si conoscono esattamente le componenti che formano  preconfezionati che ti fanno pensare di offrire qualcosa di perfetto! Un preconfezionato non  sarà mai una tua creazione... e  solo un surrogato di quello che veramante vorresti dare. Il carrettino, l’ambulante, i gelati, la povertà, il bisogno,l’aiuto, la gioia ed i sorrisi sono quelli che tutti ricordiamo: i valori delle cose semplici, sia essi dati che ricevuti. Il gelato è  gioia non diamanti, il gelato e sorrisi non maldipancia, il gelato è amore non portafoglio, il gelato en passione non ipocrisia.
Con questo non vorrei essere  troppo tradizionalista o conservatore... anzi, tutt’altro. Se devo recarmi
da una nazione ad un altra scelgo il mezzo più veloce ed a disposizione. Fosse stato 50 anni fa avrei dovuto accontentarmi della nave o dei treni a bassa velocità. Credo nello sviluppo e progresso purchè giusto (che possa portare beneficio a chi lo offre ed a chi ne usufruisce) e senza inganni. Negli ultimi anni,
fortunatamente, alcune aziende Italiane si sono emancipate prendendo le giuste direzioni. Spero, non solo per me, ma per coloro che ancora credono in questa nobile attività. Mi auguro che altre
aziende di preparati per gelati si orientino maggiormente verso : sociale, sostenibile, biologico, onesto.
Qualche geletiere ancora resiste e non cede alla vanità ed alla cassetta. E a questi UMILI E MODESTI GELATIERI artigiani a cui rivolgo il mio pensiero, riflessione ed augurio. A quei Gelatieri rimasti
in pochi... come gli animali in via di estinsione. Peccato però che solo che per gli animali si creano dei fondi monetari per tutelarli per poterci mangiare sopra, mentre per le razze umane o per meglio
dire per i mestieri non esistono fondi e non c’è attenzione, protezione, rispetto. Tutto, quindi è destinato a morire e finire. Solo gli animali potranno sopravvivere su questo sfruttato pianeta...
almeno si spera!

 

 
La storia del gelato
 
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