Un’ulteriore conferma arriva anche dai dati di Aiipa che riportano, sempre nel 2016, un giro di affari complessivo del comparto (gelati artigianali) di 2,7 miliardi di euro, equivalenti al 30% del mercato europeo pari a 9 miliardi di euro. A fronte di un aumento dei consumi a livello nazionale che - secondo Coldiretti - ha raggiunto i 6,5 chilogrammi pro capite, pari a circa 380mila tonnellate.

Numeri che, con tutta probabilità, sono destinati ad aumentare nel 2017. In attesa del consuntivo di fine estate di tutto il comparto, fanno testo le stime dell’Osservatorio Sigep (il salone leader al mondo per il dolciario artigianale, con la 39esima edizione in programma dal 20 al 24 gennaio 2018) che prevedono una crescita dei consumi del gelato artigianale in Italia vicina al 10% nell’estate 2017, anche per effetto di una stagione particolarmente afosa. Secondo l’associazione Italiana Gelatieri, l’incremento di produzione e consumo si è focalizzata in particolare nelle grandi città (+12%), mentre la media nazionale è di circa l’8% (su base marzo-maggio 2017).

Più dettagliati sono, invece, i numeri elaborati da Ref Ricerche, su dati Eurobarometro, relativi alle vendite della Gdo nel primo semestre dell’anno. Vendite che crescono complessivamente dell’1%, anche grazie al contributo dei gelati che registrano un balzo in avanti del 4,8%. Ma non è solo in Italia che il gelato sta conquistando risultati fino a poco tempo fa inaspettati: sono oltre 100.000 le gelaterie aperte in tutto il mondo, spesso da italiani, con un fatturato a livello globale che ha superato lo scorso anno i 15 miliardi di euro e una crescita media del 4% l’anno tra il 2013 e il 2016.

La sfida internazionale raggiunge numeri interessanti: in Europa, riporta Aiipa, si contano nel 2016 oltre 60.000 gelaterie delle quali 39.000 in Italia (10.000 gelaterie pure e 29.000 bar e pasticcerie con gelato), con una forza lavoro di oltre 150mila addetti. Rilevante è anche l’impatto sull’indotto con l’utilizzo di 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri, 21mila di frutta fresca e 29mila di materie prime (fonte: Coldiretti).

“Si tratta di un mercato, quello del fuori casa, altamente frammentato e competitivo, e rappresenta un caso unico in Europa. Nello stesso tempo, i consumatori considerano il gelato confezionato un’alternativa al gelato sfuso che, da diversi anni, vede una crescita considerevole come dimostrato dai numeri sulle gelaterie. In questo contesto di fluidità di consumo è in corso una convergenza fra prodotti della tradizione, artigianali o meno e industriali. Le occasioni di consumo si moltiplicano e la chiave per lo sviluppo futuro del settore è data da innovazione tecnologica e esperienziale, che consentono di incontrare le richieste dei consumatori sempre più esigenti”, osserva Angelo Trocchia, presidente e ad di Unilever Italia, società proprietaria di un marchio storico come Algida ma anche di brand come Grom e Carte d’Or.

Per intercettare i nuovi bisogni, l’azienda ha lanciato sul mercato 5 Magnum store nelle principali città (Milano, Roma, Napoli, Firenze, Venezia), dove i clienti possono scegliere come personalizzare il proprio stecco. “Un marchio iconico come Magnum diventa così qualcosa di unico, rendendo possibili oltre 200.000 combinazioni di gusto e replicando quella soddisfazione di farsi il proprio gelato che è una delle ragioni che sta alla base del successo del gelato sfuso”, sottolinea Trocchia.

Ma è tutto il sistema del gelato che negli ultimi 10 anni ha decisamente  investito tutto sulla qualità del prodotto. “Quella del 2017 sta passando alla storia come una delle estati più torride degli ultimi anni. Il gran caldo ci stimola a creare gusti sempre di più legati al mare, al sole dei Caraibi, alle destinazioni esotiche. E allora aumenta l´utilizzo di lime, zenzero, menta, cocco, frutto della passione, mango: tutti prodotti creati con ricerca e innovazione”, conclude Giancarlo Timballo, presidente della Coppa del Mondo della Gelateria.